Descrizione

Giovanni Peli, Altra forma viva, Introd. di  Daniele Gigli - aprile 2026

La felicità di scrittura che questo lavoro mostra è quella di una sorgente che torna a sgorgare, come nell’Eliot di The Waste Land, «then spoke the thunder»: è vita che rinasce, terra che rifiorisce – e non in un quadro di decoro idealista, ma nella contemplazione di una vita che, ostinata e desiderante, continua a vivere nel male e nonostante il male. Una vita che è proteiforme, che si fa sempre altra forma viva, ma che si incarna anzitutto nel «figlio», in quello sguardo nuovo e bambino che nella sua novità («Otto anni / di ciò che prima non c’era») fa nuove tutte le cose.

(Dall’Introduzione di Daniele Gigli)

Il sorriso della gioia manifesta
e il leccare attorno all’ombelico,
silenzio, calore
lontano da altri incendi
e dal piangere di ogni corteccia,
la nostra vitalità
apre una breccia nel male
è possibile?
Nell’immateriale furia nemica
la dinoponera gigantea
regina eusociale
formica
attende con crudeltà e veleni
onde di morbida terra
simbiosi da un altro universo.

~ ~

Il bianco seno di leonessa
ascendi le galassie,
siedi ammirando
il mondo compromesso
è lo stesso pianeta dei pensieri
della laterite dei termitai
dell’aria sgretolata
ad ogni morte?
Morbida voli altrove
nelle ferite del cosmo.

~ ~

Nel vuoto,
più tardi
essere fiamma
ma non torno e non mi salvo,
mai solo
lui mi tiene la mano
tra le piccole dita
mi muta in amuleto d’ametista
che carezza la tenera cute.

(Estratti da G.P., Altra forma viva, pp. 32, 48, 54)

Giovanni Peli (Brescia, 1978) è scrittore, musicista e bibliotecario. Ha fondato Lamantica Edizioni con la traduttrice Federica Cremaschi.

Daniele Gigli (Torino, 1978) lavora come archivista documentalista. Scrittore in versi, ha tradotto T.S. Eliot e Emanuel Carnevali. Tra i suoi lavori di poesia, Fuoco unanime e Di odore e di generazione.

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