Descrizione
Angelo Rendo, Tutto ciò che è corretto è scritto - maggio 2026
Raccontano dell’astrazione,
del detto stellare che trattiene
l’esistenza, l’indugiare sul ramo
come un uccello senza ali,
una metafora persa.
Ma non si può avere regno
e farne opra, stizza e sedimento
del più lieve, della più bella vetta
che al vivere e morire s’abbia.
~ ~
Vita che non è più vita, vita
che non passa, non nega
e nega, dicendo
che è vita.
Qui la terra, qui
un albero
senza chioma, là
un insetto, là
un libro.
Che della vita saggia
le spighe, aprendo e contenendo
vidi. E serrai
la diga. Diga
senza più vita.
~ ~
Alla schiena la terra s’aggrappa
e scuote
un lento battito del cuore;
trema,
o nulla.
Questo il destino:
: tutto
questo triplice noioso patto:
fama che insegui paura.
In quel buio
per il buio.
(Estratti da A.R., Tutto ciò che è corretto è scritto, pp. 18, 60, 71 )
Angelo Rendo (Scicli, 1976) ha fondato con Giuseppe Cornacchia la rivista “Nabanassar” (2002-2020). Ha pubblicato La medietà (2004). Suoi testi sono apparsi su “Argo”, “Doppiozero”, “Il primo amore”, “Nazione Indiana”, “Nuova Prosa”.
Ph. Lamantica Click