Diario dal limbo Covid-19

Lamantica collabora alla realizzazione del libro in cui il soccorritore verolese Armido Cremaschi racconta la sua esperienza di malato Covid della prima ora, il cui ricavato va a sostegno dei due gruppi di volontariato per cui opera.

«All’improvviso ho uno sprazzo di lucidità: sono barelle da obitorio, che trasportano deceduti durante la notte. Mi prende improvviso un moto di orrore e di pena. Sotto quelle lenzuola ora non c’è più vita, quelle che erano persone, con affetti e progetti, ridotti ad un ammasso di organi in disfacimento, a causa di una forma di vita tanto diversa e tanto simile a noi, che ha varcato il passato lontano centinaia di milioni di anni, per usare una chiave specifica sulla nostra porta cellulare e cooptare le nostre cellule alla sua moltiplicazione. Mi rendo conto di quanto siamo fragili e presuntuosi: in fondo niente più di un insieme di cellule, che collaborano a formare una società tanto complessa da aver assunto coscienza di sé. Ma a livello di base null’altro che filamenti di zucchero tenuti insieme a spirale da coppie di quattro sostanze che si combinano tra loro in un ordine preciso, simile a quello del virus che ha scatenato il suo attacco contro quest’opera meravigliosa e complessa. Forse aveva ragione Lynn Margulis, quando affermava che virus e batteri sono i nostri antenati, che siamo un tutt’uno con ogni forma di vita in questo pianeta, forse nell’intero universo. Un pensiero che paradossalmente mi rasserena. Il fluire della vita non si arresta con la morte del singolo. Sarebbe opportuno che tutti ne avessimo coscienza. Non ho più paura.»

(Armido Cremaschi, Diario dal limbo Covid-19, 130 pp., Brescia 2021)

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