Descrizione

Antonio Bux, Si vive divisi in due - settembre 2018

 La statistica della mia anima parla chiaro. Di ogni libro che pubblico - dopo il normale passaggio editoriale e il tempo trascorso che fa da naturale sedimento - alla conseguente rilettura, mi "restano" dentro una manciata di poesie. Diciamo il dieci per cento di ogni libro pubblicato, che forse, vale o varrà qualcosa. Se penso, dunque, ai libri che ho pubblicato, salverei circa centocinquanta/duecento pagine, poesia più poesia meno. Di queste duecento pagine qui ne avete a disposizione una buona parte. Certo, non è facile fare un'antologia per uno come me, che ha esordito con un libro di ben trecentocinquanta pagine, e ha proseguito con altri lavori sempre corposi, come ad esempio gli ultimi pubblicati, rispettivamente di quattrocento e duecento pagine. Non è facile specialmente se il progetto prevede un lavoro puntuale e sintetico, e per uno straripante e compulsivo come me, è sempre difficile darmi un tono e un freno. Ma ho voluto provare, grazie anche all'impegno e alla disponibilità di Lamantica, a fornire una specie di “biglietto da visita” al lettore, dando un quadro generale di cosa è la mia poesia, ma soprattutto di come è nata e come si è andata evolvendo. E non di meno, di come sono passato ad essere da “il non me stesso migliore di me” al “me stesso peggiore e più vero”. Poiché tramite la finzione letteraria si attraversa la verità che è fuori dalla letteratura, ossia quella vita vera che ci ingoia e restituisce ogni giorno alla vita stessa. Il titolo del libro (l’attacco di una mia vecchia poesia, presente nell'antologia) in questo senso è emblematico: perché si vive divisi in due, sempre e nell'eterna lotta del duale, negativo e positivo; duale generante sempre qualcosa più del duale così come lo si crede. Chissà, forse l'agognata “trinità”, santa, che è il martirio del poeta, come di chiunque altro essere sensibile. Per concludere, auguro al lettore di ritrovarsi in questo tentativo di specchio (si spera non per le allodole), dove poter riconoscersi. Perché io non sono l'autore, ma il vostro più fidato nemico.
Con tutta la poesia del mondo.

(Antonio Bux)

Verrebbe da ridere se la pioggia
ah se la pioggia venisse dalla terra
quante risate guardando il cielo
riempirsi di specchi sul fondo.

˚˚

Quanti nomi ha una terra, e quante pietre
con gli stessi nomi; e andranno
per molti giorni e dopo di questi strati
ancora nei giorni
per i nomi che non ci sono. Ma quante
piccole pietre formano i nomi
e la terra, quanti piccoli amori! E saranno
gli stessi, per giorni e ore, e per le notti
dei signori! E dopo questi strati
saranno ancora terra, in nome
della lotta, per la pietra
senza nome. Ma quanto
di questo amore, signori,
è solo terra, quanto di questa
pietra ogni giorno fa la lotta!
Che tornerà, e sarà giorno,
e per molto tempo
sarà l’ora, per molti strati
di essere amore.

(Estratto da A.B., Si vive divisi in due)

Antonio Bux (Foggia, 1982) ha pubblicato vari libri, sia in italiano, tra i quali Trilogia dello zero (finalista premio Lorenzo Montano; vin­citore premio Minturnae), Kevlar (vincitore premio Alinari), Naturario (selezione premio Viareggio), sia in spagnolo: 23 - fragmentos de alguien, El hombre comido, Saga familiar de un lobo estepario. Suoi lavori sono stati tradotti in varie lingue e antologizzati in opere collettive come InVerse: Italian Poets in Translation, a cura della John Cabot University. Ha tradotto vari autori di lingua spagnola, su tutti Leopoldo María Panero. Ha fondato e dirige il blog “Di­sgrafie” e, per le milanesi Marco Saya Edizioni, due collane di poesia e prosa.