Descrizione

Gabriel Del Sarto, Raccontare la verità. Saggio sulla poesia di David Maria Turoldo - dicembre 2019

Turoldo, a suo modo, concepisce il suo essere poeta come essere un’antenna tesa sul mondo, capace di cogliere i segni dei tempi e comunicarli. Per lui esiste un pubblico che ascolta e che può trovare nella parola poetica quello che cerca, una direzione, un aiuto nelle scelte. La poesia come sonda. Questo sentimento ha un presupposto e una conseguenza. Il presupposto è che la ricerca della verità è una cosa seria, è possibile, riguarda tutti. La conseguenza è legata al significato, alla densità, che assume la prima persona e la voce che le dà sostanza. […] Questo io, qualsiasi grado di impersonalità assuma, tenderà alla carnalità, alla presenza nella storia, a promuovere, seppur sottovoce, un’istanza pedagogica. Turoldo, in ogni sua fase, da quella immersa nella cronaca a quella più mistica, sarà sempre agganciato alla vita e agli uomini cui si rivolge. Per un poeta di questo tipo, la letteratura ha sempre a che fare con la verità (qualsiasi significato si attribuisca a questa parola) e non può eliminare dal suo orizzonte la questione di Dio (fosse anche solo per negarlo).

(G. D. S., Premessa)

I poeti che, come Davide il re di Israele, si accingevano a scrivere versi che si rivolgevano ad un Dio come quello dell’Antico Testamento, non avevano davanti a sé un dio mentale, fittizio. Chi, anche oggi, in questo orizzonte culturale fa entrare le proprie ragioni di scrittura deve credere ad un Dio che si pone come fuoco interiore, come Parola e come atto. Ma soprattutto deve pensare che le sue parole debbano essere in qualche modo una attualizzazione di quelle sacre. C’è, in questo approccio al testo biblico, una connessione unica fra il testo di partenza, quello biblico, e quello di arrivo. Tale connessione ha una storia molto antica, che risale alla tradizione del midrash. Il midrash è, allo stesso tempo, una tradizione letteraria e un atteggiamento intellettuale, tipicamente ebraico, che ha generato una produzione molto vasta e importante. […] Turoldo si presenta con caratteri incredibilmente affini a quelli dei midrashiti, anzi proprio il ricorso a questa categoria della tradizione storico-letteraria rabbinica ed il suo utilizzo nella comprensione della lirica di Turoldo si rivela estremamente fecondo.
[…]
Un esempio di questa modalità di presenza della Bibbia [la citazione implicita o allusione] si trova nella poesia intitolata Due necessità, ma non due assoluti:

Anche il Leviatan,
abitatore delle acque tempestose
sta fin dal principio:

a coprire di canizie il mare,
a lanciare contro il cielo
schizzi e bolle sulfuree:

prova tu, se l’animo ti basti,
a mettergli addosso le mani,
sarà un terrore per te
ricordarne solo la lotta.

Quando si erge anche gli dei atterriscono
e il panico li sbanda e disperde.

Eppure Egli gioca con lui come col passero
che un uomo cattura per le sue bambine.

(Estratti da G. D. S., Raccontare la verità)

Gabriel Del Sarto, nato a Ronchi (Massa) nel 1972, ha pubblicato le raccolte poetiche I viali (Atelier, 2003), Sul vuoto (Transeuropa, 2011) e Il grande innocente (Nino Aragno Editore, 2017). Ha contribuito alla raccolta collettiva La deriva del continente (Transeuropa, 2014) ed è presente in diverse antologie fra cui L’opera comune (Atelier, 1999) e Nuovissima poesia italiana (Mondadori, 2004). È autore di saggi sull’uso della narrazione nelle pratiche di formazione, fra cui Raccontare storie (con F. Batini, Carocci, 2007) e In un inizio di mattina (Transeuropa, 2012).

Foto di Mario Martinazzi